Manutenzione & Servizi

a 360° per il BIOFILTRO aziendale
I nostri serviziScarica Catalogo

Alpenwald offre una serie di servizi e manutenzioni per gestire a 360° il Tuo Biofiltro

Con Noi il Tuo Biofiltro raggiunge la massima efficienza

Il nostro materiale viene prodotto esclusivamente da legno vergine.

Biowood® è frutto di esperienze maturate con studi specifici per offrire ottima durabilità e qualità.

Servizio rapido di svuotamento delle vasche biofiltranti.

Personale esperto e qualificato si occuperà con precisione del Tuo materiale esausto.

Ispezione del grigliato e del plenum.

Residui di materiale esausto e percolato alterano le condizioni del Tuo biofiltro.

Mezzi all’avvanguadia e personale formato garantisce un’ottima e rapida esecuzione.

Una posa corretta evita vie preferenziali e zone anerobiche.

Risolviamo i Tuoi problemi di smaltimento del materiale filtrante esausto in maniera efficace.

Selezione accurata degli impianti autorizzati ed accreditati.

Assistenza a 360° con servizi specifici per il Tuo biofiltro.

Attivazione e mantenimento della flora batterica, sostituzione grigliato, guaine, rete e molto di più.

Rimozione

Metti in regola la tua azienda per il D.L.vo. 183/2017

Svuotamento delle vasche dei biofiltri

Il materiale biofiltrante di natura organica arriva naturalmente ad uno stadio in cui le sue capacità di filtrazione diminuiscono notevolmente, a questo punto non resta altro che sostituirlo con del materiale nuovo per poter ridare all’impianto di biofiltrazione tutte le capacità tecniche necessarie per cui è impiegato. Lo svuotamento deve essere organizzato con i mezzi più idonei per recare meno intralcio all’impianto e per ridurre i tempi di fermo impianto in modo che siano più brevi possibile. La scelta dei mezzi, la mano d’opera qualificata e l’organizzazione del cantiere sono fondamentali per svolgere con professionalità queste operazioni.

Smaltimento della biomassa filtrante

Il materiale rimosso deve essere smaltito secondo le normative vigenti in materia di rifiuti. Nel caso in cui il cliente non sia in grado di gestirlo, Alpenwald è in grado di effettuare su richiesta lo smaltimento del materiale esausto con conferimento in idonei impoianti autorizzati, previo accertamento della non pericolosità del rifiuto da trattare tramite rapporto di prova analitico. Ci avvaliamo di impianti autorizzati al recupero di tali materiali e ditte di trasporti inscritte all’Albo Nazionale dei Gestori Ambientali con mezzi tipo “walking floor”.

Manutenzione

Biofiltro efficiente al 100%

Biofiltro efficiente al 100%

Il nostro servizio di manutenzione garantisce una maggiore durata del biofiltro, un risparmio sui costi nel tempo e la garanzia di un biofiltro sempre efficiente al 100%.

Come funziona?

Al fine di garantire un funzionamento ottimale del biofiltro è necessario “coltivare” in maniera corretta i microrganismi presenti nel letto biofiltrante garantendo un ambiente ideale alla loro sopravvivenza.

Condizioni fondamentali per lo sviluppo dei microorganismi sono:

• un adeguato contenuto di sostanze nutritive: fonti di azoto, fosforo, zolfo e oligoelementi;
• un’adeguata ossigenazione del biofilm attraverso porosità del letto filtrante, poiche i microrganismi operano in condizioni aerobiche;
• temperatura ottimale in un range compreso tra 20 e 40 °C, essendo i microrganismi mesofili;
• pH ottimale compreso in un intervallo tra 7 e 8. Il metabolismo batterico ha come conseguenza la produzione di composti acidi, ragion per cui risulta importante operare tamponamenti il pH;
• umidità compresa in un intervallo fra 70 e 80% (alcuni studi raccomandano anche fino al 90%), mantenuta il piu possibile omogenea (con sistemi d’irrigazione).

Pulizia del plenum e sostituzione grigliato

Una volta svuotate le vasche di biofiltrazione Alpenwald effettua controlli dello stato del grigliato e del plenum. Nel caso di presenza di percolato e sporcizia nel plenum, lo spazio tra il fondo della vasca e il grigliato, si provvede alla pulizia dello stesso per rispettare i limiti delle emissioni prescritti. Nel caso di presenza di griglie danneggiate, Alpenwald è in grado di fornire pezzi sostitutivi di tutte le tipologie in commercio.

Posa della rete su grigliato e della guaina a protezione del mezzo filtrante

Alpenwald consiglia la posa di una rete in Polipropilene specifica con caratteristiche di elevata resistenza meccanica al fine di evitare la caduta di parti fini del materiale filtrante all’interno del plenum.

In questo modo si evita la creazione di ulteriori odori provenienti dalla putrefazione del materiale e del percolato

presente nel sotto grigliato e una migliore distribuzione del flusso d’aria.

Per evitare l’uscita dell’aria esausta maleodorante attraverso vie preferenziali poste ai lati dell’impianto, Alpenwald consiglia di predisporre della guaina specifica per sigillare tali vie di fuga.

Posa

Pensiamo a tutto noi

Posa del letto filtrante

La posa del letto filtrante è una fase caratterizzata da grande importanza: una posa effettuata correttamente è imprescindibile per un funzionamento ottimale del biofiltro.

  1. Letto filtrante a strato singolo.

Situazione frequentemente applicata con biofiltri di piccola cubatura, o che siano stati dimensionati con uno spessore filtrante di modesta entità. Il letto filtrante è costituito da un’unica essenza, caratterizzata da pezzatura fine (50-250 mm), ottimale per la depurazione dell’aria da trattare, grazie alla porosità ottimale e all’elevata superficie specifica. Presenta l’inconveniente che il materiale, degradandosi, può tendere a intasare parzialmente il grigliato attraverso in cui fluisce l’aria.

  1. Letto filtrante a strato doppio.

La presente casistica è da considerarsi la migliore soluzione realizzativa e prevede di utilizzare due strati di materiale filtrante, a pezzatura differente. Si posiziona uno strato di base, caratterizzato da pezzatura grossolana (100-500 mm), a fine strutturante e filtrante, al di sopra del quale si posiziona uno strato di materiale a pezzatura fine (50-250 mm), a scopo unicamente filtrante. Lo strato strutturante rappresenta in altezza approssimativamente due terzi dello spessore complessivo, contro un terzo dello strato superficiale. Operando in questa maniera si minimizza l’intasamento del grigliato, garantendo sempre l’ottimale porosità dello strato filtrante.

Smaltimento

Pensiamo a tutto noi

Smaltimento del materiale esausto

Come tutti i materiale organici, con il passare del tempo si esuriscono e devono essere sostituiti. Una volta svuotato le vasche, il materiale filtrante esausto costituisce rifiuto, il quale deve essere smaltito in discariche autorizzate. Nella maggior dei casi, al rifiuto viene assegnato da parte dell’Arpa il Codice CER 15.02.03 (Materiali filtranti).

Alpenwald s.r.l. risolve i tuoi problemi di smaltimento del biofiltro in maniera professionale, rapida ed efficace.

Garantiamo una selezione accurata degli impianti autorizzati ed accreditati, serietà ed accuratezza nel lavoro.

Il prezzo viene fatturato a tonnellata, fornendo al cliente regolare pesata. Al fine della formulazione di offerta di smaltimento sarà necessaria la presentazione da parte del cliente di un analisi chimica del rifiuto per stabilirne la pericolosità e il codice CER. 

 

Servizi Accessori

Pensiamo a tutto noi

Inoculazione

Biofiltro efficiente anche in condizioni critiche

L’inoculazione rappresenta la soluzione ideale nel caso di biofiltri che abbiano perso efficienza di abbattimento a causa di

  • impianti sottodimensionati
  • manutenzione inadeguata
  • impianti soggetti a picchi di carico e oscillazioni di concentrazione degli inquinanti
    nella portata da trattare
  • condizioni di temperatura elevata o pH estremamente basso

Biofiltro funzionante fin da subito

L’impiego dei prodotti di inoculazione trova ampia applicazione in tutti i contesti in cui l’avviamento del biofiltro dev’essere immediato, per garantire all’impianto asservito di poter continuare a operare a regime.

Prodotti  sinergici Biowood

1. BIO/A001

è un additivo batterico, contenente una selezione di ceppi batterici e opportuni nutrienti, appositamente studiato per la prima e rapida attivazione di un nuovo letto filtrante o la riattivazione di un letto filtrante caratterizzato da una bassa efficienza (entro la vita utile del materiale). Il prodotto va distribuito con concentrazioni di 0,1 litri per ogni metro cubo di letto filtrante e dev’essere distribuito con rapporto di diluizione 1:2 con acqua pulita (non di risulta). La diluizione ha l’unico scopo di garantire l’omogeneità del trattamento sulla superficie filtrante, consentendo al prodotto di percolare su tutto lo spessore del letto.

2. BIO/M001

è un prodotto contenente composti organici naturali, appositamente studiato per la biodepurazione e per l’abbattimento degli odori, fungendo da stimolante per la cenosi di microrganismi naturalmente presente nel biofiltro, o inoculati con il prodotto.

Applicazione di composti batterici per inoculazione del letto filtrante

Il materiale legnoso BIOWOOD, una volta posato, non ha bisogno di essere attivato. Alpenwald fornisce su richiesta una miscela di ceppi batterici e nutrienti specifici per accellerare l’attivazione ed il mantenimento di biofiltri in condizioni critiche. L’inoculazione garantisce un ampio spettro d’azione, rapidità di acclimatazione nel sistema, compatibilità con le biomasse utilizzate e massima efficacia su ogni tipologia di impianto.

Olfattometria

Applicazione di composti batterici per inoculazione del letto filtrante

Il materiale legnoso BIOWOOD, una volta posato, non ha bisogno di essere attivato. Alpenwald fornisce su richiesta una miscela di ceppi batterici e nutrienti specifici per accellerare l’attivazione ed il mantenimento di biofiltri in condizioni critiche. L’inoculazione garantisce un ampio spettro d’azione, rapidità di acclimatazione nel sistema, compatibilità con le biomasse utilizzate e massima efficacia su ogni tipologia di impianto.

La tua azienda è a norma rispetto al D. Lgs. 183/2017?

Il primo passo per mettere a norma la propria azienda rispetto al problema “odore” è valutare in maniera precisa e documentata la concentrazione di odore prodotta dal proprio impianto.

Olfattometria dinamica e indagini olfattometriche

L’olfattometria dinamica è un metodo che garantisce una misurazione effettiva dell’odore ed è disciplinata a livello tecnico dalla norma UNI EN 13725:2004. Tale tecnica consente di definire dei metodi di stima e di misura dell’impatto, avvalendosi di modelli di dispersione ambientale (disciplinati dalla UNI 10965:2001) e dai “nasi elettronici”.

Consulenza Normativa

Evita blocchi dell’impianto mettendo a norma la tua azienda, i nostri esperti sono a tua disposizione

Testo Unico Ambientale (D.L.vo 15/11/2017 n. 183)

COSA CAMBIA? Le novità normative del D.L.vo. 183/2017 in materia di emissioni odorigene

 A partire dal 19 dicembre 2017 la competenza in materia di odori continua ad essere regionale, espressa a disposizione di legge, razionalizzando e ufficializzando una serie di poteri già previsti da leggi regionali.

 L’art. 272-bis del “Testo Unico Ambientale” stabilisce il potere delle autorizzazioni di stabilire, secondo quanto riportato nell’art. 271:

  1. valori limite per sostanze odorigene espressi in termini di concentrazione (mg/Nm3);
  2. prescrizioni impiantistiche e localizzative, con l’obbligo di attuare piani di contenimento e di soluzioni tecniche per l’abbattimento;
  3. portate massime specifiche e concentrazioni massime allo scarico che siano espresse in termini di unità odorimetriche (rispettivamente ouE/s e ouE/m3) per le emissioni odorigene;

 Le emissioni in atmosfera, governata dall’art. 269 del D.L.vo. 152/2006, “Autorizzazione alle emissioni in atmosfera per gli stabilimenti” prescrive la necessità di dotarsi di apposita autorizzazione per tutti gli impianti producenti emissioni. L’art. 279 fissa le sanzioni.

Con la nuova disposizione normativa, si colma un importante vuoto legislativo. La molestia olfattiva è stata fin’ora ricondotta alla fattispecie di getto pericoloso di cose, disciplinato nell’art. 674 del codice penale, che contempla le voci di offesa e molestia. Spettava così al Giudice il compito di valutare l’entità delle emissioni, secondo il criterio della tollerabilità, quindi difficilmente oggettivabile. Le misure contenute nel nuovo testo normativo dell’art. 272-bis consentono di valutare la legittimità delle emissioni odorigene su dati di carattere obiettivo.

Normativa emissioni odorigene

I metodi per quantificare le emissioni odorigene (olfattometria dinamica, monitoraggi olfattivi) sono realtà consolidate dal punto di vista tecnico (norma UNI EN 13725: 2004). A livello normativo la questione odori è stata solo di recente introdotta nel Testo Unico Ambientale (D. L.vo 152/2006) con il D.L.vo. 15/11/2017 n. 183.

Questo tema in Italia è fin’ora stato formalizzato nel solo DM 29 gennaio 2007 “Linee Guida MTD per gli impianti di trattamento meccanico – biologico soggetti ad AIA”. Tale decreto riporta che i presidi ambientali di abbattimento (biofiltri o scrubber) posti a trattamento delle emissioni gassose originate da questi impianti hanno un valore limite di emissione pari a 300 ouE/m3. Nel quale si prescrive la valutazione degli odori secondo olfattometria dinamica, secondo criteri disparati e facenti riferimento ad ambiti regionali. Gli odori, infatti, pur rappresentando un impatto ambientale importante per uno stabilimento produttivo ed essendo la fonte principale delle eventuali criticità nei rapporti con il territorio circostante, non erano fino ad oggi contemplati dal Testo Unico sull’Ambiente. Questa lacuna ha favorito il proliferare di una serie di provvedimenti normativi regionali, tramite i quali le singole regioni hanno definito delle linee guida a disposizione delle Autorità Competenti per il rilascio delle autorizzazioni e agli operatori per fornire un quadro tecnico di riferimento.

Normative odorigene altri stati EU

Negli altri stati europei, permane la tendenza di definire dei limiti emissivi da applicare agli impianti di compostaggio. Questo perché:

sono impianti caratterizzati da emissioni generalmente non tossiche ma fastidiose dal punto di vista olfattivo e possono causare lamentele nella popolazione che vive nelle vicinanze;

usano una tecnologia relativamente semplice, che non varia molto da un impianto all’altro. Cosi, grazie ai dati accumulati nei monitoraggi condotti in passato in altri impianti, è possibile predire la configurazione impiantistica al fini di garantire che un nuovo impianto possa soddisfare un limite emissivo stabilito. In questo ambito possiamo individuare come riferimento la norma S 2205 -1 dell’Austria (ONORM S 2205 – 1, 1997), che fissa un limite pari a 300 ouE/m3 in uscita dai presidi.

Campionamenti, misure e sistemi di controllo

Il biofiltro è un sistema “vivente” ed è il “cuore” dell’impianto di biofiltrazione. Esso va costantemente monitorato e salvaguardato, da una parte per rispettare le prescrizioni legislative a cui è sottoposto nelle Autorizzazioni ambientali, dall’altra affinché non avvengano dei processi di decadimento improvvisi delle sue prestazioni che porterebbero ad una sostituzione prematura del letto filtrante con ulteriori costi.
Alpenwald è in grado di monitorare il sistema attraverso attrezzature e strumentazioni all’avanguardia che permettono di misurare:
umidità e temperatura dell’aria in uscita dal biofiltro;
il pH, misurato sul percolato del biofiltro;
il contenuto idrico della massa filtrante;
il controllo delle perdite di carico tra la pressione atmosferica e la pressione all’interno del letto filtrante;
l’efficenza di abbattimento delle unità odrigene;
campionamento dell’aria in uscita per il riscontro dei limiti di emissione prescritti.

Alpenwald azienda leader nel settore della biofiltrazione propone un servizio completo per fornire tutte le proprie conoscenze maturate in questi ultimi 10 anni.

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